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Domenica 24 febbraio si apre la nuova stagione di pesca alla trota, e si apre senza che sia cambiato nulla, nè visivamente perchè a occhio non c'è acqua, e neppure nei regolamenti.

 Siamo alle solite: da una parte si devono fare i conti con le emissioni di anidride carbonica, quindi avanti con progetti di nuove centraline idroelettriche. Dall'altra la Provincia non vuole saperne di fare un salto di qualità e, sebbene giungano segnali forti in questo senso anche dalla Regione, le direttive emanate dagli amministratori locali in materia di pesca restano praticamente quelle dello scorso anno. Cioè quelle dei precedenti cinque anni trascorsi.
Sarà per via delle elezioni? Non lo so, fatto sta che anche l'ultima consulta non ha fatto registrare novità particolarmente interessanti. Anche perchè la possibilità di avviare discussioni concrete sulla gestione e salvaguardia del fiume appare molto lontana. E non solo! Si è praticamente costretti a sopravvivere con la speranza di giungere a compromessi per mezzo dei quali conseguire un qualche obiettivo. Vi spiego il perchè. La FIPSAS conta, all'interno della consulta, ben tre rappresentanti con diritto di voto. Tutti gli altri rappresentanti insieme sono...DUE! (UNPeM e CAI). Capite bene che, andando allo scontro diretto le votazioni vedrebbero sempre e comunque vincente FIPSAS.
Personalmente, pur con tutta la riconoscenza dovuta a FIPSAS per le attività che svolge per conto della Provincia regolate, se non erro, da apposita convenzione, questo modo di procedere mi sembra un po'...BULGARO. Di fatto la FIPSAS porta avanti com'è giusto gli interessi dei propri iscritti, concedendo di volta in volta la caramellina da succhiare ai rappresentanti delle altre associazioni.
Ovvio che, così facendo, le decisioni risultano essere quasi a senso unico. Una per tutte? Si è discusso della misura minima della trota, oggi 22cm., chiedendo di portarla a 25cm. Non si trattava di far passare tre centimetri in più, ben poca cosa, ma un PRINCIPIO. Non c'è stato nulla da fare: la minaccia è stata quella di sottoporre al voto la norma relativa. E come si può sperare di spuntarla se non hai almeno un egual numero di voti a disposizione? Risultato la misura minima della trota resta 22cm. A nulla è valso il tentativo di spiegare che il lavoro della consulta, a mio modo di vedere, dovrebbe tutelare gli interessi del fiume e dell'ittiofauna, non dei pescatori che, a fronte di una corretta gestione, verrebbero comunque favoriti di conseguenza.

Questo ha fatto si che, ad esempio, non si sia neppure discusso del tesserino segnapesci, o che esisteranno ancora zone protette aperte a tutte le tecniche, ed altro ancora.
Mi spiace dirlo pubblicamente, ma questa è una metodologia di gestione MIOPE che, a causa di questa miopia, non riesce a guardare lontano. Un altro esempio? Le semine pronta pesca: spiegatemi voi che senso può avere seminare 100Kg. di pesce al venerdì e catturarli praticamente tutti la domenica mattina nel giro di un paio d'ore. Non farebbe meglio la Provincia a regalare a questi che personalmente non considero pescatori, ma profittatori, un permessino di un paio d'ore in qualche laghetto di pesca sportiva? Si va a pescare per il piacere della cattura o perchè, ridotti alla fame, abbiamo bisogno di qualche pesciotto da mettere in forno? E, se vogliamo forzare la mano e metterla sul piano del diritto, perchè alcuni - pochi - vengono beneficiati, mentre chi non pesca deve spendere soldi per comprare una trota al supermercato?

La mia paura, e chiudo, è che così facendo fra qualche anno il fiume sarà scomparso ed i pesci si dovrà pescarli, chissà dove, non più con le esche cui siamo abituati, ma innescando direttamente mangime.

 

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